Sospensione Lessiniafest

Per mancato raggiungimento del budget minimo necessario, l\'edizione 2017 di Lessiniafest non si terrà. Dopo dieci anni, il festival di musica estivo dei Monti Lessini è sospeso. Grazie a tutto il nostro pubblico e arrivederci (speriamo) al 2018

Il peso della guerra

Exemple

Il peso della guerra

Alle sette di mattina più di trecento persone stanno attorno a Malga Lessinia, in attesa. Omero, il malgaro dalle mani grandi, guarda sorridente, prima di tornare in stalla a mungere. Nella grande caldera, Franco controlla la temperatura del latte che si sta scaldando per diventare formaggio. Wilma ci accoglie nella sala da pranzo della malga, con il profumo di un caffè. È la partenza, all’alba. Nell’ora in cui partivano le donne, con grandi gerle. Camminavano e sferruzzavano la lana. Da quei volti e da quei passi capiamo che la guerra l’hanno fatta loro, le donne che sono rimaste a casa. Silvia Bertoncelli lo racconta con le sue danzatrici in un itinerario tra le trincee dell’alta Lessinia, risparmiata dalle battaglie ma non dai segni della Prima Guerra Mondiale. Le ampie lastre rocciose sopra i camminamenti della Grande Guerra (gli alpini hanno pulito, riadattato, riportato alla luce i segni di cento anni fa) sono il palcoscenico naturale, illuminato dal chiaroscuro del primo sole che gioca con nebbie e nuvole grigie. All’orizzonte il maestoso Baldo. Le danzatrici di Naturalis Labor raccontano della fatica di donne operaie, e irruente Paolo Ottoboni urla la follia futurista della guerra «come rottura di tutto». Discorsi da uomini. Parte la tradotta per il fronte, ma le donne restano a casa, e stringono a sé gli oggetti della quotidianità e del ricordo: un’abat-jour, una valigia, uno scaldaletto. Si cammina. Il serpentone di pubblico si sfilaccia per riunirsi a ridosso della città di roccia sotto Castelberto. La fisarmonica di Dante Borsetto melodizza ed evoca, e dalle rocce scendono donne vestite di bianco, spose e subito vedove. Tra le loro mani una stella alpina, tra quei fili tesi il legame tra la terra e gli uomini sul fronte. Poi, sulle rocce, quei sacchi pesanti che tirano a terra, che si devono trascinare, pensanti come i gorni dell’attesa. Si sale ai 1700 metri di Castelberto. Di là della Vallarsa, tra le foschie, il Coni Zugna trasuda della morte che ha visto cento anni fa. Silvia Bertoncelli, Natasha Belsito, Jessica D’Angelo, Andrea Danesi, Valentina Dal Mas e Chiara Guglielmi danzano la lontananza, poi la rabbia, con il rimbombo del martello sulle campane a morto e poi sulla latta delle ferraglie di guerra. Infine, in piedi su scale di legno, stanno a guardare di là dalle montagne, da dove “loro” non sono più tornati: «Un nostro amico hai chiesto alla montagna…». Interminabile e mai così commosso l’applauso del pubblico di Lessiniafest. Gli occhi sono lucidi.  Dobbiamo questa emozione al ricordo di quelle donne: sono loro che hanno portato il peso della guerra.

2 thoughts on “Il peso della guerra

  • Laura

    Semplicemente magnifici sia lo spettacolo in sè che il contesto e il momento del giorno in cui si è tenuto, con una luce che non poteva essere migliore.

You must be logged in to post a comment.

Prossimi Eventi

Non ci sono eventi in arrivo al momento.